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Fisco, pignoramenti sui conti correnti: chi rischia e come evitarli
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Fisco, pignoramenti sui conti correnti: chi rischia e come evitarli

Logo dell'Agenzia delle Entrate

In merito ai pignoramenti sui conti correnti da parte del Fisco, ecco chi rischia e come si possono evitare.

Dopo aver visto i controlli su prelievi e bancomat da parte del Fisco, questa volta è giunto il momento di approfondire lo step successivo a queste verifiche. Ovvero, ricorda Fanpage, la tanto temuta fase di pignoramento.

Di recente, l’Agenzia delle Entrate ha avviato una nuova campagna di riscossione forzata. Per questo motivo, in quanto contribuenti è bene conoscere non solo chi può finire oggetto di questa procedura, maanche come evitarla.

Carta credito conto bancario

Fisco, come funzionano i pignoramenti

I pignoramenti eseguiti da parte dell’Agenzia delle Entrate, hanno inizio nel momento in cui il debitore riceve una notifica di avviso dall’ente. Una volta avvenuto questo passaggio, la banca è legalmente tenuta a vincolare e rendere indisponibili le somme depositate sul conto.

A differenza di quanto accade in altre procedure, nelle situazioni come quella appena descritta il permesso del giudice non è necessario. Questo, poichè il ruolo esattoriale possiede anche il ruolo esecutivo nei confronti del debitore in maniera intrinseca.

Una volta blindate le disponibilità finanziarie del debitore, si avvierà poi una finestra temporale di circa 60 giorni entro la quale sarà possibile ripristinare la propria posizione. Nel caso in cui ciò non dovesse avvenire, la somma di denaro “congelata” finirà dritta nelle casse dello Stato.

Come fermare il pignoramento

Per fermare il pignoramento dei propri beni da parte del Fisco, è possibile percorrere due strade differenti. La prima consiste nel saldo totale immediato, il quale a sua volta consiste nel pagamento in un’unica soluzione della somma dovuta allo Stato.

Coloro che si trovano in difficoltà economica, possono invece percorrere una seconda strada. Ovvero la rateizzazione del debito, la quale cambierà in maniera drastica a seconda dell’importo dovuto. Infatti, al di sotto della soglia dei 120 mila euro di debito non sarà richiesta alcuna giustificazione.

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ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2026 14:54

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